Nonostante la pandemia il latte europeo continua a tirare

Sul fronte economico commerciale uno dei primi campanelli d’allarme legati all’emergenza covid19 è stato quello del’export. In realtà le statistiche dicono che non si può generalizzare delineando un blocco totale degli scambi di merci. Ci sono situazioni che variano a secondo dei Paesi e a secondo delle categorie di prodotto.

Circoscrivendo il perimento all’Unione europea e alla materia prima che ci interessa, il latte, si nota che, eccezion fatta per quello in polvere (-18 per cento nei primi cinque mesi del 2020) gli altri derivati crescono. In alcuni casi in maniera esponenziale, come per il burro (+68 per cento), ma anche i formaggi, che registrano una crescita percentuale di 8 punti. Un risultato particolarmente significativo soprattutto se si considera il dato precedente, del 2019, durante il quale si era raggiunto il risultato di 880mila tonnelate di export.

L’industria casearia europea si conferma in trend positivo, nonostante le difficoltà legate al covid19

Se burro e formaggi hanno fatto la parte del leone sull’export (rispettivamente +68 e +8 per cento) un altro protagonista dei primi burrascosi mesi del 2020 è stato il lattosio con un sonoro + 15 per cento. Un rimbalzo negativo, invece, lo registrano le polveri di latte, in crescita nel 2019, ma in calo nel 2020 con 18 punti in meno.

In generale le esportazioni di latte UE sono positive, anche durante la pandemia, come segnalato anche dalla Commissione europea.

Fonti: Eurostat, Commissione Ue, Cniel/Clal, Il Latte

Photo by engin akyurt on Unsplash

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