La leggenda del coltello del Pecorino Toscano DOP
“In antico furono mani, unghie, denti l’armi degli uomini, poi le pietre e i rami spezzati dei boschi […] In seguito si scoprirono il bronzo e il ferro gagliardi” Lucrezio, I sec a.C.
C’era una volta una ricca signora, un affascinante pastore e il suo coltello…. Se fosse una favola inizierebbe così e sarebbe ambientata in Toscana, la terra del Pecorino Toscano DOP, dove convivono persone e realtà diverse, che in comune hanno l’amore per le proprie origini, tramandate nei secoli con storie e leggende.
- Già, le storie e le leggende
Una di queste racconta di un tempo che fu, durato fino agli anni Sessanta del ‘900, quando nelle fattorie toscane si produceva tutto in necessario per il sostentamento delle famiglie contadine: il grano, il vino, l’olio e ovviamente il latte ed il formaggio. Se le attività prettamente agricole erano governate dal fattore, la gestione del gregge e la produzione del formaggio erano affidate al “vergaio”. Questo storico personaggio prendeva il nome dalla verga, un bastone fatto di legno di corniolo, che usava come uno scettro per separare il bestiame o richiamare all’ordine qualche giovane pastore indisciplinato. Una volta raccolto il latte, veniva portato nella vergheria, il luogo dove si produceva il formaggio, che veniva poi portato a stagionare in ‘caciaia’. Ed è proprio da qui che ha inizio la nostra storia…
- La leggenda del coltello
Si narra che la moglie del proprietario di una prosperosa tenuta toscana, durante una passeggiata tra le soleggiate strade della campagna circostante, si trovò a passare nei pressi di una caciaia. Qui incontrò un fascinoso vergaio, intento a tagliare una forma di pecorino stagionato con in mano uno strano coltello. La donna si fermò a guardarlo incuriosita, chiedendogli cosa fosse quello strano oggetto e lui, per tutta risposta, le offrì una fetta di cacio, adagiata sulla lama.
La sera di ritorno a casa per la cena, tagliando una fetta di formaggio, raccontò al marito dell’incontro con il vergaio e di quello strano coltello che gli aveva visto usare, esaltandone le particolarità e la comodità per la forma della lama. Il giorno successivo il marito, incuriosito dal racconto della moglie, andò alla ricerca del vergaio e del suo coltello, ma senza esito. Passarono i giorni, ma del vergaio nessuna traccia.

- E non finisce qui…
Arrivò il mese di giugno e i pastori della tenuta, compreso il vergaio, erano pronti alla transumanza con la carovana. Passando per Scarperia il vergaio si mise alla ricerca del più bravo coltellinaio del paese per farsi affilare lo speciale coltello. L’artigiano, incuriosito e sbalordito dalla particolare foggia di quel prezioso oggetto, che riusciva a tagliare anche i formaggi più duri, astutamente ne memorizzò la forma e iniziò a produrne modelli simili. Fu proprio durante una fiera di paese che la ricca signora della tenuta riconobbe il prezioso coltello e decise di comprarne tanti quanti ne aveva il coltellinaio sul banco. Nacque così il coltello da Pecorino Toscano che fece la fortuna del coltellinaio di Scarperia che diventò l’artigiano più ricco del paese.
Verità o leggenda?
Nessuno sa se la storia del coltello da Pecorino Toscano DOP sia vera, la certezza è che la leggenda sia giunta fino ai giorni nostri e, soprattutto, che questo particolare coltello esista davvero: un oggetto tuttora prodotto a mano, nella località di Scarperia, dalla coltelleria Consigli. Un prodotto rimasto intatto nel tempo, che conserva l’originalità del disegno della lama, la robustezza e la leggerezza che non affatica nell’uso. Come la sua storia.







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