Da affinatore a giornalista a produttore. Le molte vite di Alberto Marcomini, tutte dedicate al formaggio

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Nella prima parte della nostra storia abbiamo iniziato a raccontarvi la biografia di Alberto Marcomini: l’uomo che volle diventare un guru del formaggio. Volle e alla fine ce la fece, tanto che oggi Marcomini è considerato uno dei maggiori conoscitori del mondo caseario italiano.

Uno dei salti fondamentali dell’eclettico padovano è il 2000 quando pubblica il primo libro, “Il talent scout dei formaggi”. È una piccola svolta, perché il libro riscuote un grandissimo successo e Marcomini inizia a girare l’Italia sulle tracce dei formaggi migliori della Penisola. E’ un viaggio affascinante che lo porta a conoscere tante persone e tante realtà produttivi che ne affinano ancora di più la professionalità e la conoscenza dell’arte casearia.

  • I primi passi nel mondo del formaggio

Il successo dell’attività pubblicistica e giornalistica di Marcomini conosce l’apice nel 2001 quando il Gambero rosso gli dedica la copertina. È un altro passaggio importante perché da lì inizia una collaborazione con la prestigiosa testata e si aprono molte altre porte importanti sempre nel mondo giornalistico. Oltre alla carta stampate c’è anche la televisione, con la collaborazione, già alla fine degli anni Novanta fa parte del progetto de “La vecchia fattoria, poi arriverà “Gusto” del TG5, ad “Uno Mattina Estate” e alcune apparizioni su “Linea Verde”. Il successo diciamo pubblico non spegne il fuoco che, a distanza di anni, continua ad ardere nel cuore di Marcomini: quello per l’amore dei formaggi e la volontà di farli conoscere sempre di più come elementi della storia e della tradizione di un territorio. Con questo spirito nasce, ormai quasi un decennio fa, Formaggi in villa, la rassegna dedicata ai migliori formaggi nazionali che, dal 2017, si svolge nello splendido scenario di Villa Farsetti a Santa Maria di Sala, Venezia.  Una kermesse dedicati al meglio del mondo caseario italiano che è un po’ il fiore all’occhiello dell’attività di Marcomini e cresce, anno dopo anno, incontrando il favore di produttori, selezionatori, chef, esperti del settore.

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  • Il sogno nel cassetto di Alberto

Dal suo Veneto e dell’alto della sua esperienza Alberto individua alcuni segnali sull’arte casearia del futuro, avanzando qualche suggerimento: “È necessario – ci ha detto rispondendoci al telefono – far crescere una vera e corretta cultura del formaggio che è molto confusionaria. Per esempio non è vero che il formaggio fa male, a prescindere. Piuttosto andrebbe esaltato maggiormente il suo legame con il territorio, che è un elemento di grande forza. Anche i Consorzi di tutela dovrebbero fare di più in questo senso”. A proposito di Consorzi, non potevamo non chiedere una battuta sul Consorzio del Pecorino Toscano DOP: “E’ un formaggio al quale sono molto legato – ha detto Marcomini – di cui sono stato un sostenitore e che ha fatto dei grandi passi in avanti, anche a livello internazionale”. Il Pecorino Toscano DOP ha fatto tanta strada come Alberto Marcomini del resto, che ha saputo trasformare la sua passione in una professione riconosciuta ai più alti livelli. Un successo costruito sull’umiltà e su una passione sincera, come dimostra la battuta con la quale ci saluta “Dopo tutto questo percorso il sogno rimane quello di aprire un microcaseificio mio, dove fare un formaggio di eccellenza”.

Vuoi sapere come inizia la storia di Alberto Marcomini?

Alberto inizia ad appassionarsi all’arte casearia negli anni Ottanta, nella località di Anghiari, in provincia di Arezzo. Da questo angolo della Toscana prenderà forma la sua grande passione, che lo porterà a essere un personaggio apprezzato e conosciuto anche fuori dall’Italia. La prima parte della storia di Alberto Marcomini la trovi qui Una storia d’amore e di formaggi: Alberto Marcomini e il mondo caseario 

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