Turismo enogastronomico italiano: un valore da 12 miliardi

Cosa alimenta l’economia italiana? Tra i tanti ‘motori’ attivi nel Belpaese, primo su tutti si posiziona il turismo, specialmente nel 2018. Pur tra mille contraddizioni, il richiamo dello Stivale è sempre vincente, in particolare quando parliamo di enogastronomia. Un valore che arricchisce il Paese, con le sue eccellenze, i prodotti certificati a marchio DOP e i IGP, le nuove scoperte in campo bio e i sapori della tradizione che ancora oggi vengono serviti sulle tavole degli italiani.

  • Eventi enogastronomici, il trend della vacanza

Tutto questo ha portato ad aumenti di presenze, tra turisti in visita nelle città d’arte e appassionati di gastronomia ed enogastronomia cento per cento ‘Made in Italy’. Secondo quanto riporta l’indagine di Isnart-Unioncamere, nel 2017 il turismo enogastronomico ha garantito presenze nelle strutture ricettive che hanno superato i 110 milioni 63milioni gli stranieri- di persone, il doppio rispetto al 2016, con un giro d’affari superiore ai 10 miliardi. Non per nulla tra le attività più gettonate nel corso della vacanza dalla maggioranza dei turisti oltre il 13% sono legate a degustazioni di prodotti enogastronomici locali, mentre l’8,6% dei vacanzieri effettua acquisti di prodotti artigianali ed enogastronomici tipici del territorio visitato. E il 6,6% dei turisti ama partecipare agli eventi enogastronomici durante il soggiorno. Numeri che confermano come la gastronomia italiana assuma sempre più un ruolo importante sia economico sia culturale.

mercato della frutta e qualità italiana in Toscana con prodotti certificati dop e igp

  • Il cibo come prima motivazione di viaggio

Un fattore che cambia anche le abitudini negli itinerari dei turisti in visita in Italia: infatti, sembra verificarsi, soprattutto negli ultimi anni, una trasformazione della “pausa” ristorazione da necessità a prima motivazione di viaggio. E questo coinvolge soprattutto il turista straniero, che è tra i primi a richiedere itinerari enogastronomici, che ricerca una visita alla cantina vinicola o all’azienda agricola e gradisce osservare e partecipare a laboratori di lavorazione dei prodotti che seguono regole e tecniche tradizionali della zona. Sempre secondo le stime di Isnart-Unioncamere (Istituto nazionale ricerche turistiche) si registra, per quello che concerne le spese legate all’agroalimentare dei turisti nel nostro Paese, un impatto economico di oltre 12 miliardi, ossia poco più del 15% del totale turistico. E i vacanzieri – sia italiani sia stranieri – enogastronomici che hanno scelto lo Stivale dimostrano grande soddisfazione e assegnano unbell’8 (su scala da 1 a 10) alla qualità di cibo e bevande che è la voce in cima alla graduatoria del questionario sul giudizio sul soggiorno.

Fonte: Isnart-Unioncamere

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