Quando la cucina ‘superfood’ della nonna gira il mondo
Chi lo ha detto che quinoa, bacche di goji, tofu e soia sono gli unici alleati della buona salute e della dieta ‘bruciagrassi’? Sapori e piatti del Bel Paese sono pronti a offrire una valida alternativa ai piatti esotici e si preparano a vivere il 2018 come “l’anno del cibo italiano nel mondo”. Scopriamo come
Gli italiani e la cucina. Una lunga storia d’amore e tradizioni che rende solido e sempre gradito e attraente il nostro patrimonio dietro ai fornelli. A farla da padroni sono i ‘supercibi’ della nonna Made in Italy, frutto della tradizione gastronomica regionale: dalle carote viola alle patate turchesa, dalla Roveja di Cascia alla Pompia fino ai fagioli del purgatorio del Lazio.
- Cosa sono i ‘supercibi’ e perché dovrebbero diventare un must della cucina nazionale e internazionale?
I cibi ‘superfood’ sono alimenti considerati super energetici e salutari, con proprietà nutrizionali superiori alla media dei cibi comuni per la loro ricchezza di vitamine, minerali e fibre. L’Italia, come dimostra anche la lista stilata da Coldiretti “Le vacanze tra cibo e cultura con i superfood della nonna”, è ricca, da Nord a Sud, di prodotti considerati elisir di lunga vita, antistress, afrodisiaci o energizzanti. Sono quelli della tradizione che ogni giorno portiamo sulle nostre tavole e che, grazie alla Dieta Mediterranea, ci aiutano con la bilancia e combattono il colesterolo e le intolleranze. Nel 2016 un italiano su quattro (circa il 25%) ha acquistato uno o più prodotti ‘superfood’. Un dato significativo che andrà a migliorare nei prossimi anni, con la prospettiva di battezzare il 2018 come “l’anno del cibo italiano nel mondo”.
- I superfood italiani prodotti al Nord
Da Nord a Sud, in Italia si coltivano i migliori ‘supercibi’ della tradizione: partendo dal Veneto, con la cipolla rossa di Cavasso Nuovo che riduce il colesterolo ed è un ottimo toccasana contro lo stress e l’ipertensione; la rosa di Gorizia, in Friuli Venezia Giulia, che non è un fiore, ma una varietà pregiata di radicchio rosso che aiuta a depurare l’organismo, oltre a essere ricca di ferro, calcio, antiossidanti, acido folico e vitamine. Spostandosi poco più in là troviamo la carota bianca piemontese, che regola la produzione di bile e nella vicina Lombardia il mais corvino dal colore nero-violaceo, senza glutine e ricco di antiossidanti; passando per il centro troviamo la patata turchesa in Abruzzo, dalle proprietà antitumorali e contro l’invecchiamento; nel Lazio, invece, i fagioli del Purgatorio sono dotati di ottime proprietà nutrizionali e ricchi di fibre.

- I superfood italiani espressione del Sud
L’alimento ideale per chi segue una dieta dal basso contenuto di zuccheri, sono le barattiere, antica varietà di cetriolo pugliese, che assicurano un elevato contenuto in potassio in poche calorie. Il Sud porta avanti la tradizione dei ‘supercibi’ con la melanzana rossa della in Basilicata, dalle proprietà antiossidanti e utili a contrastare l’invecchiamento cellulare, oltre a ridurre il colesterolo; infine, fava di Leonforte, in Sicilia, coltivata già nell’antichità per migliorare la qualità dei terreni a grano e assicurare un alimento ricco di proteine e sali minerali che poteva essere seccato e conservato a lungo.
- Superfood: c’è anche la Toscana
Tra le regioni italiane più ricche di ‘superfood’ c’è la Toscana con i suoi 26 prodotti tra DOP e IGP e le sue 463 specialità alimentari riconosciute: dall’olio al miele, senza dimentica formaggi e salumi, la nostra regione vanta un primato nazionale, sinonimo di qualità e genuinità anche fuori dal confine nazionale. Tra le verdi colline e i territori incontaminati, le varietà alimentari toscane hanno la giusta dose di proprietà nutrizionali da ‘fanno gola’ anche oltreoceano, come il Pecorino Toscano DOP, a basso contenuto di sale e buone quantità di Omega3. Solo per citarne alcune, il primato va all’ Olio Extravergine di Oliva Chianti Classico DOP, contro l’invecchiamento della pelle e al Pane Toscano DOP, ad alta digeribilità e dal profumo tipico di nocciola tostata; da non dimenticare il Farro della Garfagnana, dalle eccellenti proprietà dietetiche e il Miele della Lunigiana, ricco di vitamine, sali minerali, enzimi, aminoacidi essenziali e proteine.
Orgoglio italiano
Dal nostro cibo, un motivo in più per essere orgogliosi del nostro Paese. Il cibo della nostra terra è un patrimonio culturale che rappresenta un valore aggiunto contro la crisi. A confermarlo, prima di salutarci, l’aumento degli acquisti che va dal 5% per il pesce al 19% per l’olio di oliva, con una spesa crescente anche per la frutta, per gli ortaggi freschi e per la pasta secca.







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