Primi passi verso la sigla dell’accordo di libero scambio tra Ue e Giappone

L’Unione Europea e il Giappone sempre più vicini, almeno commercialmente. Potrebbe, infatti, entrare in vigore già a partire dal 2019 l’accordo di libero scambio JEFTA (Japan – Ue free trade agreement) tra il vecchio continente e il Paese del Sol Levante.

L’accordo JEFTA è, allo stato attuale, in fase di approvazione da parte del Parlamento europeo e da parte della Dieta nazionale giapponese, l’organo legislativo del giappone.

  • Cosa prevede il JEFTA

L’accordo commerciale bilaterale è tra i più rilevanti al mondo, dal punto di vista commerciale, visto che consentirà di creare una zona di libero scambio che comprende 600 milioni di persone. Con la stipula del negoziato il Giappone eliminerà il 94 per cento dei dazi sulle importazioni provenienti dall’Unione europea, permettendo all’85 per cento dei prodotti agroalimentari europei di entrare in Giappone senza dazi doganali.

formaggio pecorino toscano dop

  • Quanto vale il mercato giapponese per l’Italia

Il Giappone per l’Italia è il sesto partner commerciale fuori dall’Unione europea. Secondo i dati della Commissione, sono 14.921 le aziende in Italia che esportano i loro prodotti verso il Paese del Sol Levante, e in Italia dipendono direttamente da questa relazione commerciale 88.806 posti di lavoro. Nei primi 5 mesi del 2018 l’export italiano ha segnato un aumento di oltre il 20%, e in termini di valore l’Italia è il secondo Paese esportatore dell’Unione Europea, dietro alla Germania.

  • Il JEFTA e i prodotti agroalimentari italiani

Vino, olio d’oliva ma anche pasta e formaggi. Sono questi i prodotti più esportati e richiesti dal mercato giapponese, caratterizzato da consumatori esigenti alla ricerca della massima qualità e del vero Made in Italy. Tra i prodotti che beneficeranno di più dell’accordo bilaterale Giappone – UE ci sono formaggi DOP, come ad esempio il Pecorino Toscano DOP, il Grana Padano e il Gorgonzola che, già adesso, vedono una crescita progressiva delle esportazioni. Il Giappone, infatti, è la decima destinazione internazionale per i nostri formaggi ‘di punta’ con un valore economico che si attesta intorno ai 70 milioni di euro.

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