E-commerce in crescita, al passo con i tempi senza rinunciare alla qualità

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“E pur si muove” e sempre più a passi veloci. Sembra infatti prendere piede anche in Italia l’e-commerce che in altri Paesi europei e del mondo è ormai da anni uno dei canali di vendita più diffusi e più apprezzati dai consumatori.

In Italia l’e-commerce vale, secondo uno studio sul retail di Confcommercio, 24 miliardi di euro, con un’incidenza sulle vendite del 6 per cento. Un dato che può apparire esiguo ma se rapportato al 2005, quando il comparto online valeva 3 miliardi, ci fa capire quanto il canale sia in crescita, soprattutto negli ultimi quattro anni. L’ingresso dei Millennials nel mondo del mercato sta facendo registrare dei numeri che evidenziano un cambiamento delle abitudini: come risposta ai negozi sempre più vuoti e ai grandi centri commerciali che stanno chiudendo difatti si fa strada l’e-commerce, benché l’Italia sia in una delle posizioni più basse se comparata con altre nazioni come Gran Bretagna (19%) e Stati Uniti (15%). Per quanto riguarda questo tema, un dato interessante fornito dalle ricerche effettuate dall’Istat riguarda le fasce d’età degli acquisti nel web che, nonostante la continua crescita dei sopracitati Millennials, vedono al primo posto la fascia d’età che va dai 35 ai 44 anni.

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  • L’e-commerce alimentare: il mercato dei Millennials

Un rapporto molto particolare è quello tra i giovani e l’e-commerce alimentare, dove i dati registrati dai focus group effettuati da Confcommercio e Format Research hanno messo in evidenza una grande affinità trai Millennials e l’acquisto di cibo online, soprattutto per quanto riguarda il food delivery (i piatti già pronti consegnati direttamente a casa). Un sondaggio del Food Marketing Institute del febbraio 2017 vede il 43% dei Millennials intervistati utilizzare perlomeno occasionalmente il web per fare acquisti di tipo alimentare, circa l’80% in più dei giovani presi in esame solamente due anni prima. Sempre secondo il FMI, la fascia d’età che possiede il primato nelle classifiche generali dell’e-commerce (35-44 anni) non raggiunge neanche la metà del numero dei giovani che acquistano alimenti nel web.

  • L’e-commerce alimentare in Italia

Il cibo rappresenta una grande fetta dell’e-commerce totale italiano grazie al suo valore di 849 milioni di euro, somma quintuplicata dal 2005 quando raggiungeva solamente i 51 milioni di euro, crescendo mediamente del 25% oggi anno e rimanendo secondo solamente all’abbigliamento che vede una crescita del 33% annua.

Degli studi condotti sempre dall’Istituto americano del marketing alimentare (FMI) hanno trovato un punto comune tra giovani e le altre fasce d’età nell’acquisto di alimenti online: la diffidenza dai cibi deperibili. I numeri più alti sono registrati dai cibi in scatola, dagli alimenti per bambini e dall’alimentazione per gli animali, mentre frutta, verdura, carne e pesce hanno delle percentuali molto basse.

  • La crisi del negozio fisico

Questa rivoluzione del commercio online non ha portato, per ora, alla sconfitta definitiva dell’acquisto al dettaglio, ovvero dell’acquisto in piccole botteghe spesso a conduzione familiare (ad oggi si contano circa 623mila attività), ma il periodo di crisi è comunque decisamente tangibile. Tra il 2008 e il 2017 oltre 63mila esercizi fisici sono chiusi, di questi circa 800 erano specializzati nella vendita di cibi e bevande.

Le soluzioni indicate da Confcommercio al fine di salvare la vita del negozio fisico sono tre e naturalmente sono valide anche per le attività alimentari: il primo consiglio è quello di non limitarsi agli incassi ed espandere la propria conoscenza dei dati, registrando così non solo le entrate giornaliere ma anche il numero ed il movimento dei clienti, delle scorte in magazzino, dei margini, i tassi di conversione, la rotazione, gli indici e quante più variabili possibile.

Un secondo punto di forza del negozio offline dovrebbe essere l’esperienza d’acquisto, un elemento che una pagina web non può offrire. Il primo step sarà quello di rendere il nostro negozio un posto piacevole da visitare, fino ad arrivare ad offrire al nostro cliente un’esperienza che non potrà trovare da nessun’altra parte, per fare questo si dovrà tenere conto della posizione del negozio nella città, si dovrà effettuare una corretta offerta di prodotti e un buono studio del target d’interesse. Infine, la partecipazione al mondo della rete: avere una buona strategia di posizionamento online, secondo Confcommercio, è una mossa essenziale per la longevità del negozio fisico, il fine sarà quello di continuare a far vivere il negozio anche al di fuori del suo spazio fisico tramite un’App, una pagina Web, una Newsletter e la possibilità di effettuare dello shopping online.

  • L’e commerce del Pecorino Toscano DOP

Per tenere il passo dei tempi che corrono, anche le aziende che compongono il Consorzio Tutela del Pecorino Toscano DOP offrono la possibilità di effettuare acquisti in maniera semplice e veloce, direttamente dalla pagina web: www.pecorinotoscanodop.it.

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