Presentato a Grosseto il Gruppo Operativo del progetto Precision Sheep

Crediamo nella promozione di un’agricoltura di precisione sempre più innovativa e al passo con le sfide del nostro tempo

Ci sono molti modi di fare impresa agricola. C’è chi rimane fedele alla tradizione, chi prova a buttarsi nel mondo della tecnologia più innovativa, chi tira avanti cercando di barcamenarsi tra le conoscenze consolidate e qualche timido tentativo di rinnovamento.

Ricerca e innovazione sono il jolly per il futuro

L’agricoltura di precisione è un paradigma che cerca di sintetizzare il meglio del know how e di metterlo al servizio di chi opera nel settore primario. Il punto di forza è il dialogo tra i vari attori del mondo agricolo: ricercatori scientifici, allevatori, imprenditori, amministratori.

La sfida di Precision Sheep

Il Consorzio tutela Pecorino Toscano DOP ha deciso, da anni, di puntare sull’agricoltura di precisione e, nei giorni scorsi, ha presentato il Gruppo operativo di Precision Sheep. Si tratta di una squadra formata da ricercatori, allevatori e imprenditori che investono sull’agricoltura di precisione per migliorare la produzione agricola, l’alimentazione, l’allevamento delle pecore e di conseguenza, la qualità del latte con ricadute sulla competitività dell’imprese.

Il progetto entra nel vivo grazie al lavoro del Gruppo Operativo che coinvolge l’Università di Pisa, la Scuola Superiore Sant’Anna, la società Aedit, ANCI Toscana e tre caseifici cooperativi di Manciano, di Sorano e della Val d’Orcia, cui fanno da conferitori di latte circa 500 allevatori.

“Con Precision Sheep – sottolinea Andrea Righini, direttore del Consorzio Tutela Pecorino Toscano DOP, soggetto capofila del progetto – ci aspettiamo, in primo luogo, di aumentare la sensibilità verso il paradigma dell’agricoltura di precisione, ovvero verso un modo di fare impresa agricola, cercando di migliorare tutti i parametri e i fattori di competitività dell’azienda”.

L’obiettivo del Consorzio è diffondere questa cultura, coinvolgendo sempre più i soggetti in una sfida che, per altro, ben si integra con un’idea di sostenibilità ambientale a 360 gradi

La presentazione del Gruppo Operativo a Grosseto è avvenuta davanti a un pubblico di circa cento persone, molte delle quali non erano direttamente coinvolte nel progetto, ma hanno voluto partecipare perché interessate ai potenziali sviluppi del progetto.

“Abbiamo avviato questo percorso – sottolinea Righini – due anni fa nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale 2014 – 2020, presentando le linee guida e un’applicazione rivolta agli allevatori per gestire la produzione agricola, l’alimentazione e l’allevamento delle pecore, oltre alla qualità del latte ovino. Ora inizia la fase ‘due’ con il coinvolgimento diretto dei caseifici e soprattutto degli allevatori e la possibilità di vedere i primi risultati concreti. Sono processi lunghi e complessi, ma come Consorzio crediamo nella promozione di un’agricoltura di precisione sempre più innovativa e al passo con le sfide del nostro tempo”.

FacebookTwitterShare

Ti potrebbero interessare anche

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.