Metti il Pecorino Toscano DOP nella dieta: i consigli per gustarlo senza errori

Chi l’ha detto che il formaggio non sia un buon alleato della dieta? Ecco alcuni consigli per mangiare il Pecorino Toscano DOP anche nei periodi in cui si sta più attenti al girovita

Non sarà un alimento magro e di certo non avrà un basso tasso di calorie come altri alimenti. Ma nella lista dei cibi da tenere lontani nei periodi di dieta, il formaggio non è sicuramente tra i primi. Anzi, sembra che in molte diete sia addirittura previsto il consumo, anche in quelle ipocaloriche. Perché? Ve lo spieghiamo subito.

  • Calcio e grassi ‘buoni’ nel Pecorino Toscano DOP

I formaggi, come il nostro Pecorino Toscano DOP contengono buone proteine, calcio e grassi, che abbassano l’indice glicemico complessivo della dieta. Il consiglio è di non esagerare e, soprattutto, di sostituire il formaggio a un secondo piatto proteico, come pesce o carne. Da evitare l’abitudine di aggiungerlo a fine pasto, o come aperitivo. Basterebbe mangiarne tre porzioni a settimana, rispettivamente di 50 grammi per gli stagionati e circa un etto per i freschi.

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  • Il consumo in giuste dosi

Mangiare più formaggio delle dosi consigliate è un grosso errore. Ma il vero sbaglio imperdonabile è un altro: molto spesso, consideriamo i formaggi non come un secondo piatto, in sostituzione di pesce, uova o carne, ma una ‘razione’ in più da mangiare a fine pasto, oppure come aperitivo, magari sommandolo al pane o a un bicchiere di vino. Niente di più sbagliato: le calorie che apportiamo al nostro corpo sono inevitabilmente troppe, se pensiamo che il tetto massimo giornaliero di grassi saturi non dovrebbe superare il 10%.

  • Il formaggio fa dimagrire? Lo dice la scienza

Oltre che concedersi qualche spicchio di formaggio nelle diete, sembra che questo alimento tanto amato al mondo faccia addirittura dimagrire. A confermarlo sono due ricerche: la prima, condotta presso lo University College di Dublino e pubblicata su Nutrition and Diabetes, ha preso in esame l’impatto di latte, formaggio, yogurt, burro e panna su 1500 persone tra i 18 e i 19 anni. Alla fine dell’esperimento, è stato scoperto che chi consuma abitualmente una quantità maggiore di questi prodotti ha un minor indice di massa corporea, percentuali di grasso inferiore e pressione sanguigna più bassa. La seconda ricerca, invece, uscita su American Journal of Clinical Nutrition, ha seguito per quattro settimane persone che hanno seguito cinque diverse diete, ricche in formaggi, grassi saturi da burro, monoinsaturi (che prevalgono nell’olio di oliva), polinsaturi (mais, girasole, soia, pesce) e carboidrati. Il risultato? Sembra che a parità di grassi e calorie la dieta ricca di formaggi o di burro incrementi il colesterolo Ldl significativamente di meno anche rispetto ai carboidrati. Il vincitore è, ancora una volta, il formaggio. Anche nella fase ‘sono a dieta’.

cucina

  • Consumarne poco, ma di qualità: il consiglio

Il consiglio di esperti e medici va in un’unica direzione: consumarne poco, ma buono. La scelta del formaggio, in questo caso, non riguarda solo calorie e equilibrio complessivo della dieta. Si tratta del benessere del nostro organismo, che trarrà beneficio da un prodotto di qualità, piuttosto che da un formaggio di dubbia provenienza, a partire dal latte usato nel processo di trasformazione. Perché se è vero che solo con un grande latte si fa un grande formaggio, il primo passo è quello di abbassare la produzione per aumentarne la qualità e questo vale sia per le componenti volatili odorose che per le quantità di polifenoli (tutti elementi legati all’alimentazione degli animali).

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