DOP Economy italiana: da capitale mondiale delle DOP e IGP alle grandi difficoltà del 2020 con COVID-19
Il Bel Paese nel 2019 si conferma ancora una volta la ‘capitale mondiale’ dei prodotti a marchio DOP, IGP e STG (prodotti agricoli o alimentari ottenuti da composizioni o tramite produzioni tradizionali) e si prepara ad affrontare il 2020 e le conseguenze dell’emergenza sanitaria…
Su 3.071 prodotti certificati nel mondo, l’Italia ne conta 824 (300 prodotti agroalimentari e 524 vini), registrando un incremento rispetto all’anno precedente di 32 nuove IG. Nei vari comparti dell’agroalimentare, operano ben 200.000 operatori e 283 sono i Consorzi a tutela delle nostre produzioni.
In ogni regione italiana, ci sono in media oltre 40 Denominazioni DOP, IGP, STG riconosciute dal MiPAAF che, insieme ai siti culturali e ai beni paesaggistici, rendono il nostro territorio unico al mondo. Dietro a ognuno di questi prodotti c’è una storia, una cultura, una tradizione e la trasmissione di un sapere antico legato ai territori.

Il cibo e il vino sono per il nostro Paese non solo un patrimonio produttivo, ma anche culturale da esplorare. Materie di prima scelta, processi ben identificati, eco-sostenibilità, rispetto della biodiversità sono alcuni degli ingredienti che conferiscono a questi prodotti una qualità unica riconosciuta da tutto il mondo.
Anche l’ultimo Rapporto Ismea-Qualivita ha certificato che l’economia delle produzioni DOP, IGP e STG continua a crescere in maniera esponenziale da 10 anni, con un valore che nel 2019 ha superato i 16,2 miliardi di euro (+6,0% in un anno).
- Emergenza COVID-19
Il 2020, purtroppo, sarà un anno segnato dal segno negativo per il settore. L’azzeramento del canale Horeca a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19 sta provocando gravi ripercussioni alle produzioni DOP e IGP italiane. ‘Ad oggi – sottolinea OriGin Italia, l’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche – non è possibile valutare con certezza i tempi della “Fase 2” ma la filiera Horeca (ristorazione)-Turismo sarà enormemente condizionata almeno fino alla fine del 2020’.

Secondo le stime di OriGIn Italia, le filiere di produzioni DOP e IGP avranno, nel breve periodo, un calo delle vendite anche oltre il 50%, legato ai problemi per l’export, mentre nel lungo periodo dovranno fare i conti con la concorrenza di prezzo di prodotti sostitutivi.







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