Il viaggio nella conoscenza del formaggio non finisce con l’assaggio, ma prosegue con la ricerca delle sensazioni retrolfattive

Degustare un formaggio è un’esperienza che richiede attenzione, sensibilità e tempo. Più tempo di quello che forse possiate immaginare

Una volta osservato, annusato e assaporato il viaggio nel gusto di questo prodotto della caseificazione del latte non è finito.

Dopo l’assaggio il viaggio continua. C’è un’ultima tappa, infatti, che può essere definita come “post gustativa” o “retro olfattiva”. In questa fase della nostra valutazione si valuta il tempo in cui, dopo la deglutizione, continuano a percepirsi gli aromi.

È importante non confondere le sensazioni retrolfattive con quelle legate alla piccantezza o al sapore pungente. Queste infatti rientrano nel perimetro delle sensazioni tattili.

I parametri retrolfattivi Ma quali sono le percezioni legate al parametro retrolfattivo? Sono cinque classificabili secondo queste caratteristiche: una percezione sfuggente, corta, sufficiente, discreta, lunga.

Esperienza, passione e buoni maestri, ecco come si diventa esperti di formaggi. L’esperienza e qualche buon maestro sono i compagni ideali per affrontare quel viaggio nel gusto che è l’assaggio dei formaggi. Un viaggio che merita di essere intrapreso e che consigliamo a tutti gli appassionati che desiderano approfondire la loro cultura del mondo lattiero caseario.

Per approfondire:

Organizzazione nazionale assaggiatori di formaggi (ONAF) 

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