La guerra con il colesterolo si combatte nel piatto
Si scrive Ldl si legge “pericolo per la salute”. E’ questa, infatti, la sigla che indica il colesterolo cosiddetto cattivo, il quale, soprattutto insieme ad altri fattori di rischio quali fumo, obesità, mancanza di attività fisica, diabete, ipertensione arteriosa, può far aumentare il rischio di ictus o infarto. Le nuove linee guida sui livelli di lipidi nel sangue sono state stabilite dalla Società europea di cardiologia (Esc) e da quella dell’Aterosclerosi (Eas).
In termini numerici la soglia oltre la quale il livello di Ldl nel sangue può diventare un problema è fissata in 100 milligrammi per decilitro di sangue. L’asticella di attenzione si è abbassata, visto che fino ad oggi il campanello d’allarme era stato fissato intorno ai 190 – 200 milligrammi. Fin qua le cattive notizie. Passando a quelle buone, invece, possiamo innanzitutto dire che il limite dei 100 non è rigido e va analizzato alla luce della singola persona.
E’ ovvio che chi ha già avuto problemi cardiovascolari o chi soffre di diabete dovrà stare più attento rispetto a chi non ha di questi problemi, tanto che è consigliato stare al di sotto della fatidica soglia dei 100 milligrammi. Chi ha un rischio moderato e basso, invece, può permettersi di portare il colesterolo cattivo sotto i 115 milligrammi per decilitro. L’altra buona notizia arriva direttamente dalla tavola, perché è con le nostre buone abitudini che si può disinnescare i pericoli legati al colesterolo. Una corretta ed equilibrata alimentazione, infatti, è il primo passo per scongiurare spiacevoli conseguenze sulla nostra salute. Per corretta alimentazione si intende una dieta varia, con tutte le componenti nutrizionali necessaria, comprese quelle, preziose, presenti nel latte e dei suoi derivati.
Fonte: Intimità, giugno 2017







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