Buone notizie dal settore agroalimentare: Italia campione di gusto, freschezza e qualità
Il mercato chiede scelte di prodotto che vanno in un’unica direzione: freschezza, salubrità e convenienza. E su questo il Made in Italy è all’avanguardia
Tra start-up e nuove aziende, i protagonisti dell’agroalimentare lanciano un segnale forte e chiaro: rispondere alla domanda di cibo “nuovo”, quello chiesto dai consumatori, sinonimo di maggiore freschezza, salubrità e sostenibilità. E in questo l’Italia si trova a raccogliere la sfida in prima posizione.
- I nuovi prodotti
Tutti naturali, tutti salutistici, tutti “bio” o “veg” o attenti ai valori nutrizionali. Ma anche rispetto per la tradizione e la qualità, come lo sono i prodotti DOP e IGP. È con queste idee che più di 6mila industrie italiane di trasformazione si fanno strada ogni giorno nei mercati nel mondo. Innovazione nel segno della tradizione: dopo cinque anni di stagnazione, i consumi alimentari delle famiglie italiane hanno ricominciato a crescere. Nel primo semestre del 2017, l’incremento stimato da Ismea-Nielsen (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) è del 2,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Dopo la lieve contrazione del 2016 (-0,6%), la ripresa della spesa per l’agroalimentare è sostenuta non più solo dai prodotti confezionati (+3,2%), ma anche dai freschi (+1,1%), con i formaggi a fare da piccoli protagonisti sul mercato.

- Qualità, risparmio e salutismo
Sempre secondo i dati di Ismea-Nielsen, il leitmotiv delle scelte merceologiche degli acquirenti continuano a essere l’attenzione al risparmio, legata soprattutto alla scelta della qualità e agli aspetti salutistici dei prodotti da acquistare. ‘Qualità’, ‘risparmio’ e ‘salutismo’ sono, quindi, le parole chiave che hanno condizionato e condizioneranno sempre di più i consumi alimentari, in Italia e non solo. Una sfida per il settore agricolo giocata sul filo dell’innovazione di prodotto e di prezzi, aprendo il mercato a nuovi competitor ma con scelte di prodotto che vanno in un’unica direzione: freschezza, salubrità e convenienza. E su questo il Made in Italy è all’avanguardia.
- Il sistema Italia
Nel giugno 2017 l’osservatorio AgrOsserva di Ismea registra una tendenza sostanzialmente positiva per il settore agroindustriale. Se sui valori del 2016 ha pesato in forma evidente la crisi derivata dalla volatilità dei prezzi di molte materie prime (latte, carni suine e bovine), il primo semestre dell’anno in corso evidenzia una ripresa marcata. Tra i dati positivi, inoltre, vanno evidenziati i progressivi aumenti delle imprese agricole giovanili rispetto all’anno precedente, registrati a partire dal secondo trimestre 2016, arrivando a segnare un +9,3% a marzo 2017.
- L’export, punto di forza
Secondo i dati di Federalimentare (Federazione Italiana dell’Industria Alimentare), nel 2016 l’industria agroalimentare italiana ha esportato per un valore di 31,5 miliardi (+5%). Il saldo della bilancia commerciale è in attivo per quasi 11 miliardi e la tendenza sembra confermarsi anche per il 2017, con il primo quadrimestre che registra una quota export di 9.637,3 milioni di euro. Il quadrimestre conferma la vistosa punta espansiva della Russia (+38,0%), affiancata da Brasile (+52,3%); Singapore (+29,3%); Romania (+21,9%); Turchia (+21,1%); Portogallo (+20,1%); Ungheria (+18,8%); Spagna (+15,2%) e Cina (+14,6%). Gli Usa, invece, si confermano con un contenuto aumento del 4,5 per cento.
- I prodotti migliori sul mercato estero
L’intesa tra Ue e Canada (Ceta) e quella tra Ue e Giappone segnano un punto importante per l’export di prodotti alimentari. Già con il Ceta si sono aperte nuove opportunità per DOP e IGP, con un contingente di oltre 17mila tonnellate di formaggi in più da esportare in Canada. Inoltre, con il nuovo accordo, diventa vietato l’utilizzo di tali denominazioni: un accordo che va tutto a nostro vantaggio. Per quanto riguarda il Giappone, circa l’85% dei prodotti agroalimentari europei esportati sarà progressivamente esente da dazi e si stima circa l’87% del valore attuale delle esportazioni di prodotti agricoli.
Un trend in continua crescita
Sempre secondo Assolatte, i formaggi Dop italiani tutelati dall’accordo bilaterale saranno il 42% dei formaggi europei previsti dall’intesa. Nel primo quadrimestre di quest’anno l’export caseario europeo in Giappone è già cresciuto del 40%, con quello italiano aumentato del 20%. Segno che le potenzialità per il Made in Italy nel mondo ci sono e continueranno a crescere.
Fonte: Sole 24 Ore







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