Ristorazione post emergenza Covid19. Le nuove tendenze

Grande preoccupazione e tante incognite sul futuro. Sono questi gli stati d’animo che attraversano, da Nord a Sud, il mondo della ristorazione italiana che mai come oggi si trova di fronte a una fase di grandissimo cambiamento, in attesa di ritornare alla normalità. Scopriamo di più insieme…

Se, da una parte, le sale di molti ristoranti sono tornate ad aprirsi, dall’altra i ristoratori hanno dovuto ripensare quasi completamente la loro offerta, dagli ambienti per arrivare ai menu alla modalità di erogazione dei servizi, offrendo diverse opportunità di delivery, asporto e degustazione in loco.

Nel numero di maggio, il Gambero Rosso ha coinvolto 150 protagonisti dell’enogastronomia italiana per capire come cambierà il settore dopo l’emergenza Covid-19 e quali sono le principali richieste dei consumatori. Dalla ricerca, come si legge nell’articolo, sono emersi alcuni elementi imprescindibili che andranno preservati per dare futuro a un settore che rappresenta circa un quinto del Pil italiano e che conta 1,2 milioni di addetti.

  • L’indagine di The Fork

Secondo una recente indagine di The Fork, gli italiani sono divisi tra il desiderio di uscire e le preoccupazioni legate al contagio. A livello nazionale, il 36% prevede di recarsi al ristorante di più o tanto quanto nell’era pre Covid-19, mentre il 57% pensa di ridurre o annullare le occasioni di consumo out of home. Vi sono, inoltre, alcune differenze a livello regionale, con timori soprattutto al sud e nelle isole, mentre c’è più desiderio di uscire nel centro e nel nord, specie in Emilia Romagna, Lazio e Lombardia (il 36-38% andrà fuori come o più spesso di prima).

  • Quali i fattori vincenti per i clienti della ristorazione

Il 43% degli intervistati da The Fork, individua nella paura del contagio il freno all’esperienza ristorativa, mentre il 27% degli utenti teme che le disposizioni di sicurezza rendano meno accogliente e più fredda la loro esperienza di degustazione. Ma quali sono i fattori principali che potranno determinare il successo di un ristante?

  • Servizi on line e trasparenza sul rispetto delle norme anti contagio

Il 57% degli intervistati ribadisce che reputa che la comunicazione on line fondamentale, a partire dalla possibilità di prenotare tavoli all’aperto (56%), consultare eventuali recensioni dedicate alle norme anti-Covid (33,6%) e ordinare e pagare direttamente dalle app.

  • Servizi di domicilio e asporto

Se la maggioranza degli utenti (86%) tornerà al ristorante entro 3 mesi dalla riapertura, il 58% afferma di voler continuare a scegliere la consegna a domicilio e l’asporto. Nel caso del delivery, se prima della quarantena il 33,4% degli intervistati se ne serviva circa una volta alla settimana, oggi questo numero è salito al 41,3% e il 58% pensa di continuare con lo stesso ritmo nel prossimo futuro. Quanto all’asporto, il 33% prevede di sfruttarlo una volta ogni sette giorni.

  • Ricerca della qualità degli ingredienti

Mai come in questo momento c’è la consapevolezza degli ingredienti, preferibilmente stagionali e legati ai territori e alle sue peculiarità enogastronomiche.

  • Largo al Made in Italy

In un Paese ricco di differenze culturali e di radicata tradizione culinaria, puntare sul Made in Italy sarà quanto mai fondamentale. Molti clienti premieranno menu ricchi di prodotti locali e regionali, ma soprattutto chi riuscirà a creare e valorizzare partnership a tra ristoratori e fornitori.

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