Il produttore di formaggio che fece la transumanza: la storia del Caseificio Busti

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La lunga epopea della famiglia Busti racconta la storia di quattro generazioni con una grande passione in comune: produrre formaggi ‘unici’ da tramandare nei secoli.

Tutto inizia nel 1955, quando Alessandro Busti e il figlio Remo, pastori dell’Alta Garfagnana, decisero di spostarsi con le loro greggi verso le colline pisane per iniziare l’attività di trasformazione e caseificazione del latte. Erano gli anni della transumanza e con le prime migrazioni dei pastori sardi, in cerca di fortuna e di pascoli fertili, la pratica della pastorizia iniziava a prendere campo in Toscana.

  • L’inizio di una sfida e di tanti successi

La “scommessa” di Alessandro e Remo Busti comincia nel 1955 ad Acciaiolo di Fauglia, con la nascita del Caseificio Busti, una piccolissima azienda che all’inizio trasformava pochi quintali di latte raccolti nella provincia pisana con un furgoncino dalla cappotta di tela, guidato dal giovane Remo. “La vita da pastore mi piaceva – racconta oggi Remo – ma era venuto il tempo di costruire qualcosa di mio, che potesse essere tramandato alle generazioni future”. Dopo i primi anni di attività insieme al padre, Remo prende le redini dell’azienda e ne diventa l’unico proprietario. In quel periodo, la produzione di formaggio continua a crescere, anche se la lavorazione, ancora artigianale, non andava oltre gli otto o dieci quintali di latte. Remo investe tutto nel caseificio e la sua passione diventa un esempio per il figlio Stefano, che dopo qualche anno deciderà di seguire il padre nell’attività di caseificazione. È con questo passaggio generazionale che il Caseificio cresce nei numeri e come dimensione, arrivando ad aprire, nel 1990,  il negozio al dettaglio accanto allo stabilimento.

  • Un successo che continua ancora oggi

Oggi la storia di Busti va avanti grazie anche a Marco e Benedetta, i figli di Stefano, che insieme al nonno e al padre sono i quattro pilastri del Caseificio. “Il nostro marchio – racconta Stefano – è prima di tutto il segno distintivo di una famiglia. All’interno dell’azienda c’è sempre babbo Remo, che nonostante i suoi 79 anni continua ad essere la figura portante e il simbolo di questa scommessa iniziata 62 anni fa. Poi ci siamo io e i miei figli, la prova tangibile che gli sforzi del bisnonno Alessandro non sono stati vanificati”.

Un inarrestabile percorso che continua a portare grandi soddisfazioni, grazie anche alla crescita della gamma di formaggi prodotti e alla qualità delle materie prime che rimane tale fin dagli inizi. Dal 2013, il Caseificio Busti inizia a produrre Pecorino Toscano DOP, aprendo così un altro capitolo nella storia dell’azienda.

Scopri la seconda parte della storia, Caseificio Busti e Pecorino Toscano DOP: un grande amore nato di recente 

Scopri la terza parte della storia e guarda il video, Una famiglia che guarda al futuro con le tradizioni del passato

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