Rapporto Ismea-Qualivita 2017: DOP e IGP italiane valgono 15 miliardi di euro

È stato presentato in questi giorni a Roma il XV Rapporto Ismea – Qualivita sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane DOP, IGP e STG. Tra i prodotti alimentari certificati spicca anche il Pecorino Toscano DOP, con un aumento del 32,2% di produzione nel 2016 – pari a 3.652 tonnellate contro le 2.762 dell’anno precedente

L’Italia rafforza il primato mondiale per numero di prodotti DOP e IGP anche nel 2016, anno di riferimento del Rapporto, con le sue 818 Indicazioni Geografiche registrate a livello europeo, di cui 4 nel 2017. A dirlo sono i dati del XV Rapporto Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) – Qualivita, l’indagine annuale presentata martedì 23 gennaio a Roma alla presenza di Maurizio Martina, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. Il Rapporto analizza i più importanti fenomeni socio-economici del comparto della qualità alimentare certificata e calcola un patrimonio agroalimentare italiano di circa 15 miliardi di euro, con una crescita record del 6% per quanto riguarda i prodotti italiani di eccellenza a marchio DOP, IGP E STG.

formaggio pecorino toscano dop

”I dati del sistema delle produzioni DOP e IGP confermano la grande capacità di fare squadra collettiva tra pubblico e privato – ha affermato il Ministro – In questi anni abbiamo fatto insieme un grande lavoro, imboccando una strada da percorre anche nel futuro. Abbiamo contribuito tutti a sviluppare questo patrimonio e vogliamo continuare a rafforzarlo puntando su internazionalizzazione e formazione, ma a chi propone dazi e barriere, rispondiamo che servono regole giuste in mercati aperti. Questo per dare alle piccole e medie imprese che danno vita alle Ig più opportunità, facendo crescere la competitività delle produzioni difendendole dalla contraffazione. La lotta al falso cibo ci vedrà sempre in prima linea, perché togliere spazi all’italian sounding significa portare valore ai nostri agricoltori, allevatori, artigiani del cibo.

  • Il primato dei formaggi. Tra questi anche il Pecorino Toscano DOP

I formaggi rappresentano la principale categoria delle DOP e IGP in termini di volume d’affari, con un valore alla produzione che supera i 3,7 miliardi di euro e un’incidenza del 57% sul totale del comparto Food. Cresce la quantità certificata, che supera le 517mila tonnellate di prodotto (+2,9%) con aumenti più che proporzionali in termini di valore alla produzione (+3,1%) e di valore al consumo (+3,8%). Continua anche il trend positivo dell’export, in miglioramento rispetto ai dati già buoni nel 2015. In questo contesto spicca anche il Pecorino Toscano DOP, con un aumento del 32,2% di produzione nel 2016 – pari a 3.652 tonnellate contro le 2.762 dell’anno precedente – che si traduce in un +15,6% di valore alla produzione e +10,4% di valore al consumo.

  • Le eccellenze del Made in Italy in numeri

Secondo i dati diffusi da Ismea – Qualivita, tra le capitali dell’agroalimentare si conferma al primo posto Parma, con un valore della produzione di 1,45 miliardi di euro (+28%), seguita da Modena con 583 mln (-6%) e Mantova con 437 milioni (+8%).Nel comparto del vino, invece, spicca Verona con 392 milioni di euro, seguita da Treviso con 324 milioni di euro, e Siena, con 250 milioni di euro. Caserta è la prima provincia del Mezzogiorno, con i suoi 186 milioni di euro. Per quanto riguarda le variazioni di impatto economico rispetto al 2015, sono da segnalare le province di Novara (+296%), Pavia (+119%), Bergamo (+112%), Bologna (+40%) e Salerno (+23%). Una buona posizione spetta anche ad altre province venete, con Vicenza (194 mln) e Padova (166 mln), che salgono rispettivamente di quattro e dieci posizioni nella graduatoria nazionale. Nella ‘top five’ delle eccellenze agroalimentari si trovano in buona posizione anche Cuneo, con 189 milioni di euro, e le province di Udine, Belluno e Trento, seguite da Bolzano (95 mln) e Asti con (85 mln). Lecce è la prima provincia del Sud Italia con 42 milioni di euro di impatto economico del vino sfuso, seguita da Chieti, con 36 milioni di euro.

  • Il successo del modello produttivo italiano

A confermare l’alto valore del Made in Italy italiano è il suo modello produttivo, che fa perno sulla qualità, la diversificazione e la valorizzazione dei prodotti tipici e dei sapori locali. Secondo i dati del Rapporto, i prodotti italiani sembrano essere sempre più apprezzati sia dai consumatori del Belpaese che dal pubblico estero. Dentro al carrello della spesa, infatti, sono sempre più numerosi i prodotti che rispondono a un modello alimentare di qualità, grazie a una nuova percezione dell’agroalimentare da parte dei consumatori che punta sulla qualità stando attenti all’origine di provenienza dei prodotti.

  • Export e valori produttivi

Il comparto esprime i risultati più alti di sempre anche sui valori produttivi, con 14,8 miliardi di valore alla produzione e 8,4 miliardi di valore all’export. Dati che testimoniano una crescita del +6% su base annua e un aumento dei consumi nella grande distribuzione del +5,6% per le vendite food a peso fisso e del +1,8% per il vino. Anche l’andamento degli ultimi 10 anni mostra una crescita continua del sistema DOP e IGP, che afferma così il proprio peso economico nel Paese fino a rappresentare l’11% dell’industria alimentare e il 22% dell’export agroalimentare nazionale.

Fonte Ismea

Vuoi saperne di più?

Il Pecorino Toscano entra a far parte del paniere dei prodotti a Denominazione di Origine Protetta (DOP) il 2 luglio 1996. Il riconoscimento è attribuito dall’Unione Europea a quei prodotti agroalimentari le cui caratteristiche qualitative dipendono, essenzialmente o esclusivamente, dal territorio in cui sono prodotti. Per scoprire la storia di questo formaggio cento per cento italiano, le sue caratteristiche e i produttori clicca qui.

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